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Oggi mi è presa così...
o della Storia filosofica dei secoli futuri (1860)
Oggi ho scoperto una cosa. Sorprendente. Sorprendente per me che non la sapevo, certo!
Il signor Ippolito Nievo, autore del Le confessioni d'un italiano, vissuto nell'Ottocento e da noi studiato con noia a scuola, è stato anche il primo scrittore italiano di fantascienza!
In questo piccolo scritto, che vi invito a leggere, tanto è brevissimo!, Storia filosofica dei secoli futuri, delinea una storia dei tre secoli compresi tra il Novecento e il 2200 sorprendente per varie ragioni.
Prima di tutto, individua delle linee di tendenza sociale e politica in corso di svolgimento ancora oggi: la liberazione "da un ammasso di cognizioni inutili e dannose, sollevati dalle noie di quel lavoro manuale che vietava la pace, l'uguaglianza e la prosperità universale" (Dal 2180 al 2222, o il periodo dell'apatia), la creazione di "...tre gran federazioni: l'europea, l'americana e l'asiatica." (Dalla federazione di Varsavia alla rivoluzione dei contadini (2030)) e l'ingombrante presenza per l'Italia di un papato: "Verso il 1920 due potenze troviamo colossali in Europa, la Germania e la Russia; la repubblicana e la dispotica, l'una a fronte dell'altra. La Francia, la Spagna e l'Italia vanno seguitando mal volentieri le pedate di quella; L'ultima sopratutto, a cui il papato, per quanto mediatizzato e ridotto un puro sacerdozio, da sempre molti fastidi."
Solo un assaggio! Nel testo troverete da soli spunti interessanti.
Un altro aspetto che stupisce è la previsione della creazione della Federazione Europea con modi e forme che ricordano fin troppo l'attuale Unione Europea!
E poi, cito in ordine sparso, la creazione dei robot (chiamati "omuncoli"), l'arrivo di una malattia mondiale ("apatia"), l'opposizione tra un campo repubblicano e uno dispotico (Germania e Russia) che richiama la divisione dei due blocchi durante la Guerra Fredda.
Insomma, un piccolo scritto, conosciuto -mi sembra- a pochi che lascia interdetti per la datazione, la forma e la lungimiranza.
Ma quanti ci costi???
No, stavolta non si può restare indifferenti.
L'abbiamo fatto, anche troppo, quando c'è stata la guerra nei Balcani.
Siamo stati scavalcati per l'Afghanista, per l'Iraq, per troppe guerre "sporche".
Lo, serve a poco. Ma se anche servisse solo a capire, basterebbe. Tanto, la libertà ognuno se la deve conquistare da sola, insieme alla democrazia. Non si esporta.
Ma "capire" è già tanto. Capire che se in Myanmar si sta come si sta è perché altri paesi, altri regimi, altri "governanti" vogliono così. E questa ingerenza, come tante altre, ci dà fastidio. Perché questa ingerenza, come tante altre, tutte, è sempre contro il popolo, contro la gente, contro chi non decide per gli altri. Contro chi vorrebbe vivere la sua vita dignitosamente ma a modo suo.
La nuova moda: fatti un muro! / The latest fashion: homemade walls!
Da "Il Corriere della Sera", venerdì 13 luglio 2007
Paura o paranoia?
Quel che sia sia, questa tendenza (mondiale?) a me mette paura e tristezza. L'equazione straniero=delinquente è quanto di più pauroso possa esistere per la nostra civiltà e per il suo ben-essere. Ed è smentita anche dai fatti e dalle statistiche.
Ora, non voglio dire che gli stranieri siano tutti "santi". Ma proviamo ad immaginarci le situazioni di degrado, miseria (a volte, anche culturale) da cui alcuni di loro provengono. E proviamo a pensare al modello di "benessere" (non "ben-essere"...) che gli mettiamo sotto il naso tutti i giorni con la nostra TV, le nostre pubblicità, lo stile di vita di alcuni di noi. Non sareste anche voi ingolositi e arrabbiati per il fatto di capire di non poterlo raggiungere in questa vita?
Ripeto, noi siamo educati a capire che bisogna rispettare il prossimo e che bisogna vivere onestamente e decentemente. Alcuni, anche tra "noi", non lo sono. Ma le soluzioni sono altre. Dimostrate dalla Storia.
Dove non si alzano i muri, c'è pace e ben-essere. Con i muri, guerra.
by Geo8 su Flickr
Accadono fatti. Fatti odiosi. Fatti mascherati da "opere di bene". Ok, uno dice, ma chi se ne frega. L'hanno detto in tanti, quando si stavano affermando regimi totalitari. Poi, non hanno avuto più modo di dirlo, perché erano morti o perché la censura li aveva fermati. I fatti, già.
Il sito Web, da cui questa mia illustrazione è tratta, è Flickr. Un sito di condivisione di foto. Grazie a un sistema di classificazione foto già introdotto mesi fa, gli utenti possono scegliere quale livello di foto vogliono vedere: "safe" ("sicura", foto che fareste vedere ai vostri bambini e a vostra nonna), "moderate" (foto che fareste vedere ai vostri ragazzi già un po' grandicelli e alla vostra nonna di mentalità aperta), "restricted" (foto che né i vostri bambini né vostra nonna vorrebbero vedere: morti ammazzati, sesso, scarificazioni, ferite ecc.; tutto quello che normalmente vedete in un telegiornale, in una finzione TV, in uno sceneggiato televisivo, insomma).
Da giovedì 14 giugno 2007, gli utenti di alcuni paesi, individuati tramite il loro indirizzo di email usato per registrarsi a Flickr, non possono più scegliere cosa vogliono vedere: Singapore, Hong Kong, Germania e Corea.
Ora, in un sito che è fatto per l'arte fotografica, una simile proibizione suona perlomeno provocatoria. L'arte è arte. E anche se alcune foto non fossero "artistiche", beh, sono cazzi miei cosa guardo e cosa non guardo.
Un'ulteriore disturbo è dato dalle risposte che lo staff di Flickr sta dando agli utenti "inferociti". Risposte che, in buona sostanza dicono:
"Ci abbiamo pensato. L'abbiamo fatto. Ci stiamo ancora pensando."
Non una parola è stata spesa per spiegare il perché l'abbiano fatto.
Il "perché" è stato eviscerato dalla comunità stessa. Per la Germania si tratta della legge chiamata "Jugendgesetz" (Legge per la gioventù) che prevede che un Webmaster debba mettere in atto tutte le misure preventive affinché i minori non abbiano accesso a immagini (in questo caso) "non adatte" alla loro età. Una volta messo in atto questi sistemi, quello che viene aggiunto al sito anche dagli utenti stessi, non è loro responsabilità.
A Flickr, quindi, hanno buttato via il bambino con l'acqua sporca: invece di sforzarsi di controllare l'età dei chi si iscrive o di controllare le immagini postate liberamente (alcune possono esser impostate come "private" e vengono viste solo da chi vuoi te) si è fatto di tutta l'erba un fascio: i tedeschi, no!; i cinesi di Hong Kong, no! (chissà i cinesi di Cina...); i singaporesi, no!; i coreani, no!
Come in tutti i regimi totalitari, viene da chiedersi: "Chi sarà il prossimo?"
Flickr è basato negli Stati Uniti d'America, il "paese della libertà", secondo loro.
Secondo loro.

Da una segnalazione su Flickr.com (Siete laici?), ho trovato il blog linkato in alto che ha lanciato una campagna di adesione (virtuale, ovvio) ai "Blog Laici".
Che dire? In questo clima da anni 1950 di attacco frontale delle gerarchie della Chiesa di Roma (Cattolica) alla laicità della Repubblica Italiana, mi sembra doveroso aderire.
by Robberta su Flickr
Come fare a non segnalarvi questo?
Uno straccio di laicità
by Geo8 (io) su Flickr
Strana la vita. Mi fanno ridere quelli che "la programmano".
Sono passati quattro anni, quattro anni da quando mia madre se n'è andata. Oggi era il suo ultimo giorno, nel 2003. Spero che non si sia accorta di andarsene ma non lo saprò mai. Mi ha lasciato nelle prime ore del primo di marzo. "Mi" ha lasciato perché sono il suo unico figlio ed ero la persona che contava di più nella sua vita, sebbene a distanza. E lei lo era per me.
Con lei, ho avuto il terrore di "perdere la memoria", almeno una buona parte di essa. In effetti è così ma ho scoperto di riuscire a ricordare (o a "ricostruire"?) più di quanto pensassi.
Ah, la Memoria. Quella cosa che mi fa scrivere e che mi fa fotografare. E la paura di perderla e lasciarla finire nel nulla, senza trasmetterla. Certo, alla fine sarà così ed è così per tutti. Ma è triste. Forse dedicherò un prossimo intervento su questo blog alla Memoria
Ed eccomi qua, quattro anni dopo, ad aver di nuovo cambiato la mia, di vita. Da ieri sono ufficialmente un commerciante. Chi l'avrebbe mai detto, quattro anni fa! Onestamente, tendo a stupirmi sempre di meno. Non so se questo sia segno di saggezza o solo di invecchiamento... Spero che sia la prima dei due.
Il ricordo di mia madre mi accompagna proprio nel momento in cui il miglioramento della stagione si fa sentire. E' un contrasto tra la tristezza e la sensazione di un nuovo risveglio. E, quest'anno, ci sarà anche questo ulteriore cambiamento e questa ulteriore rinascita.
Un anno dopo la sua morte, non avrei saputo parlarne così. Il dolore era un grumo solido, intoccabile, all'altezza dello stomaco. Ora, riesco a coccolare questo ricordo e ad anestetizzare il dolore, che è sempre lì in agguato ad ogni mia disattenzione.
"Todo cambia". E' proprio vero. E intanto viviamo.